Pasquetta all’insegna della solidarietà al CAV (Coordinamento Associazioni Volontariato) di Martina Franca, dove sono stati distribuiti pasti in porzioni monodose e uova di Pasqua a favore delle famiglie in difficoltà.

L’iniziativa, sostenuta da Giovanni Cassano, ha consentito la consegna di circa 220 pacchi alimentari, composti da primo, secondo, pane e frutta, preparati dalla gastronomia Gustosissimo. Prevista anche una quota di pasti dedicati a persone celiache. Cassano ha inoltre voluto destinare le uova di Pasqua non solo ai bambini, ma anche agli adulti, con l’idea che anche i più grandi meritino un gesto di attenzione in una giornata di festa.

Nel corso della giornata sono stati distribuiti anche i dolci offerti dal bar Da Vinci, oltre ad altre uova di Pasqua e colombe offerte da Sirtel.
La distribuzione è avvenuta in modo organizzato, con la registrazione delle famiglie beneficiarie, a conferma di un’attività strutturata e attenta ai reali bisogni del territorio.

Giovanni Cassano, imprenditore

«Il signor Cassano ci ha detto semplicemente: fate voi, vedete quello che occorre e disponete», ha spiegato il presidente del CAV, Gianni Genco, sottolineando «la spontaneità del gesto e la fiducia riposta nell’associazione».
«La generosità è contagiosa: cresce il numero di persone che seguono questo esempio e che si rendono disponibili anche per le prossime iniziative», ha aggiunto.

A destra Gianni Genco, a sinistra Paolo Lorenzo, ingegnere Venezuelano e volontario al CAV durante la distribuzione dei pasti

Tra i volontari anche un ingegnere originario del Venezuela, in Italia da due anni, che pur vivendo una situazione di difficoltà ha contribuito alla distribuzione dei pasti, a testimonianza di come anche chi ha bisogno possa mettersi al servizio degli altri.

Tra i messaggi di ringraziamento ricevuti dal CAV, significativo quello di una madre con sette figli:
«Ci sono gesti che non si dimenticano, perché arrivano dritti al cuore. Il vostro pranzo è stato uno di questi. Non è solo un pranzo: è un abbraccio, è dignità restituita, è sentirsi visti e accolti».

Luciana Convertini

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