I FATTI DEL 5 SETTEMBRE

L’avvocato Andrea D’Agosto annuncia le iniziative giudiziarie: prevista anche l’istanza di riesame. Pronta una querela per la violenza che, secondo la difesa, l’uomo avrebbe successivamente subito. In corso un confronto con la Ghana Union Association Puglia

MARTINA FRANCA (TARANTO) – La difesa di O.S., il cittadino ghanese di 38 anni indagato per i fatti avvenuti lo scorso 5 settembre a Martina Franca, sta predisponendo le iniziative giudiziarie necessarie per consentire un pieno accertamento delle responsabilità connesse alla vicenda. Ad annunciarlo, attraverso un comunicato stampa, è il legale dell’uomo, l’avvocato Andrea D’Agosto.

La difesa presenterà la documentazione ritenuta necessaria e promuoverà le iniziative processuali ritenute opportune, compresa l’istanza di riesame, anche alla luce delle condizioni di salute dell’assistito. Il 38enne, si legge nella nota, è attualmente sottoposto ad accertamenti medici finalizzati a verificare sia le sue condizioni psicologiche al momento dei fatti, sia la natura delle lesioni successivamente riportate.

Parallelamente, con riferimento alla violenza che, secondo quanto riferito dalla difesa, l’uomo avrebbe successivamente subito, sarà presentata formale querela nei confronti dei soggetti che dovessero essere individuati come responsabili, rimettendo all’Autorità giudiziaria ogni valutazione sulla rilevanza penale dei fatti.

È inoltre in corso un confronto con la Ghana Union Association Puglia, che sta valutando eventuali iniziative da assumere, nell’ambito delle proprie finalità statutarie e nel rispetto della legge, a tutela della persona coinvolta e della comunità che rappresenta.

Nel comunicato la difesa precisa di non voler né giustificare né approvare l’eventuale condotta illecita attribuita al cittadino ghanese. Qualora dagli accertamenti dovesse emergere una responsabilità penale, sottolinea il legale, spetterà all’Autorità giudiziaria accertarla secondo le procedure previste dalla legge. Allo stesso tempo, l’eventuale responsabilità per un reato non può, secondo la difesa, trasformarsi in una legittimazione della violenza nei confronti della persona accusata.

«Sono due piani distinti – sottolinea l’avvocato D’Agosto –. Un’eventuale condotta illecita deve essere accertata nelle sedi previste dalla legge. La risposta non può essere affidata alla violenza e nessuno può sostituirsi alla giustizia».

Anche la Ghana Union Association Puglia, riferisce la nota, stigmatizza ogni eventuale condotta violenta posta in essere nei confronti del cittadino ghanese, indipendentemente dalla sua nazionalità, precisando che questa posizione non può essere interpretata come approvazione o giustificazione dei fatti che gli vengono contestati.

La nota si sofferma anche sul dibattito pubblico seguito alla vicenda. «La critica, anche severa, all’attività di un avvocato è pienamente legittima quando rimane nell’ambito del confronto civile», precisa D’Agosto. «Diverso è il caso di eventuali condotte minacciose, discriminatorie o concretamente lesive di diritti altrui». In presenza di fatti di questo tipo, aggiunge il legale, saranno utilizzati gli strumenti previsti dall’ordinamento e, ove necessario, interessate le autorità competenti e gli organismi professionali.

La difesa chiarisce che l’intenzione non è alimentare una contrapposizione personale, ma ricondurre la vicenda nell’ambito delle regole e delle istituzioni chiamate ad accertare eventuali responsabilità.

«Non chiediamo una giustizia diversa – conclude D’Agosto –. Chiediamo semplicemente che venga applicata la legge. A chi è accusato di avere commesso un reato, a chi subisce una violenza e a chi interviene nel dibattito pubblico».

Il legale ribadisce infine la necessità di mantenere distinti i due aspetti della vicenda: eventuali responsabilità per i fatti contestati al 38enne e quelle relative alla violenza che la difesa sostiene sia stata successivamente subita dovranno essere accertate nelle sedi competenti. «La legge esiste, la giustizia si esercita nelle sedi previste dalla legge e nessuno può farsi giustizia da sé».

Luciana Convertini

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