
MARTINA FRANCA – Il ruolo dei trasporti eccezionali a sostegno dell’industria, le nuove opportunità legate al settore energetico e la necessità di investire nella formazione e in infrastrutture adeguate. Sono i temi affrontati da Michele Marraffa, amministratore della Marraffa Srl, nel corso della terza edizione di Break Bulk Italy, svoltasi venerdì 23 ottobre a Venezia.
L’evento, ospitato nella Scuola Grande San Giovanni Evangelista e organizzato da Alocin Media in collaborazione con l’Autorità di Sistema Portuale del Mare Adriatico Settentrionale, ha riunito imprese e operatori della logistica per un confronto sugli scenari e sulle prospettive del mercato delle merci varie e dei grandi carichi industriali.
Tra i relatori del confronto, moderato da Nicola Capuzzo, direttore di Alocin Media, anche l’imprenditore martinese, che ha sottolineato l’importanza del trasporto e del sollevamento eccezionale per il sistema produttivo.
«Noi muoviamo l’Italia che conta, l’Italia che produce», ha affermato Marraffa, descrivendo il comparto come un collegamento tra le aziende che realizzano grandi componenti e chi li richiede, anche fuori dall’Italia.
Un’attività che comincia spesso prima della produzione stessa: le aziende, ha spiegato, chiedono agli operatori se un pezzo possa essere effettivamente trasportato fino alla destinazione prevista.
Nel suo intervento, Marraffa ha richiamato le difficoltà che le imprese incontrano nell’ottenere le autorizzazioni necessarie ai trasporti eccezionali. Secondo l’imprenditore, gli uffici dei diversi territori non sempre dialogano tra loro e le procedure non sono uniformi, rendendo più complessa la programmazione dei percorsi.
A queste difficoltà si aggiungono le caratteristiche di ponti, gallerie e strade, che possono limitare il passaggio dei grandi convogli. Marraffa ha sottolineato, in particolare, l’importanza di progettare le infrastrutture tenendo conto anche delle esigenze del comparto. Come esempio, ha citato alcune rotatorie a Venezia, realizzate in modo da consentire ai trasporti eccezionali di attraversarle al centro.
Guardando al futuro, ha indicato nel settore energetico e, in prospettiva, nel nucleare possibili opportunità per la filiera, chiamata a movimentare componenti di grandi dimensioni. Per affrontare queste sfide, ha osservato, servono mezzi sempre più efficienti e operatori preparati.
«Abbiamo la responsabilità di formare gli operatori», ha detto, soffermandosi sulla difficoltà di trovare percorsi formativi per figure specializzate, dai gruisti agli operatori che manovrano convogli complessi.
Tra le esperienze raccontate, quella di un trasporto effettuato per Ansaldo: un convoglio lungo 103 metri e largo tra gli otto e i dieci metri, partito da Genova e arrivato al porto di Bari, per poi proseguire verso una centrale nell’area di Foggia. Durante l’intervento sono state mostrate anche le immagini del passaggio nel centro di Bari.
«Faceva freddo quella sera, però non sapevo se le gambe mi tremavano per quello che stava avvenendo o per il freddo». Nel ricordare l’operazione, ha anche evidenziato il sostegno ricevuto: «In questo caso l’Anas è stata un grande supporto, ci ha dato veramente una mano».
L’imprenditore ha citato anche il trasferimento di una pressa da Milano al porto di Venezia, per il quale, ha raccontato, sono stati necessari sei mesi di studio. Per renderne possibile il trasporto, la pressa è stata smontata, riducendone le dimensioni; il rimontaggio era previsto in porto.
Un altro passaggio è stato dedicato ai corridoi strategici per i trasporti eccezionali, tema sul quale Marraffa ha chiesto maggiore attenzione da parte della politica e di chi progetta le infrastrutture. A titolo di esempio, ha ricordato il trasporto di un grande componente industriale partito da Massafra e diretto a un’acciaieria in Germania: per superare una rotatoria sono state necessarie sei ore.
«Dobbiamo essere tutti compatti», ha concluso, invitando i protagonisti del settore a rappresentare insieme le difficoltà quotidiane e a lavorare con enti e progettisti, affinché le infrastrutture possano rispondere anche alle esigenze delle imprese italiane.
Di seguito, l’intervento di Michele Marraffa a Break Bulk Italy.


















