PUG, Carlo Zito (FI): “Lo sviluppo della città non può essere frenato e penalizzato da scelte calate dall’alto che danneggiano i cittadini e il territorio“

PUG, Forza Italia: ‘Respinta una proposta di buonsenso’
CS
“È necessario fare assoluta chiarezza su quella che è stata la più importante osservazione presentata da Forza Italia durante la fase di adozione del nuovo Piano Urbanistico Generale (Pug).
Una proposta concreta, pensata per difendere il tessuto economico e sociale di Martina Franca. Nello specifico, avevamo richiesto di inserire nelle Norme Tecniche di Attuazione (NTA) la possibilità per i cittadini martinesi di accorpare più lotti di terreno con superfici diverse, anche non confinanti tra loro.
Questo meccanismo avrebbe permesso di raggiungere la superficie del lotto minimo prevista dal nuovo piano (fissata a 8.500 o 17.000 metri quadrati), consentendo poi di realizzare una nuova opera su uno di questi lotti — che sarebbero stati vincolati — a condizione che avesse una superficie minima di almeno 4.000 metri quadrati.
La logica di questa misura affonda le radici nella storia stessa della nostra città. Veniamo da un piano regolatore vecchio di oltre cinquant’anni che prevedeva un lotto minimo di 4.000 metri. Il nostro territorio si è ormai conformato e strutturato attorno a quella norma: oggi è di fatto impossibile trovare lotti vergini di 8.500 o 17.000 metri, mentre la stragrande maggioranza delle proprietà ha un’estensione di 4.000 o 5.000 metri. Negare l’accorpamento significa paralizzare lo sviluppo.
Anche il Comune di Monopoli, nel suo PUG prevede una norma simile, in cui è previsto l’accorpamento di lotti anche non confinanti e la possibilità di edificare su un lotto di almeno 2000 mq, addirittura, per le medesime ragioni da noi esposte (lotto minimo previsto dal precedente PRG). Non si comprende perché tale opportunità non sia possibile darla anche ai martinesi.
Ci teniamo a precisare che Forza Italia non ha chiesto di ridurre il lotto minimo di partenza, ma solo di concedere la flessibilità dell’accorpamento. Questa misura, inoltre, avrebbe offerto una straordinaria opportunità di conformità urbanistica: avrebbe permesso a chi presenta piccole difformità sul proprio immobile di sanarle nel pieno rispetto delle nuove regole che il Consiglio Comunale si apprestava ad approvare, senza dover attendere lunghi e incerti condoni edilizi.
Purtroppo, questa proposta di buonsenso è stata respinta da tecnici e burocrati provenienti da Bari, soggetti che non conoscono la realtà profonda del nostro territorio e che, con un colpo di penna, hanno precluso ai martinesi la possibilità di valorizzare le proprie proprietà.
La bontà e la sostenibilità ambientale della nostra mozione sono d’altronde certificate: la stessa Regione Puglia, in sede di VAS (Valutazione Ambientale Strategica), non ha sollevato alcuna obiezione o opposizione rispetto alla possibilità di accorpare lotti non limitrofi e costruire su una superficie minima di 4.000 metri, dimostrando che non vi sarebbe stato alcun consumo di suolo incontrollato.Oggi poniamo un interrogativo politico serio e urgente: la nostra classe dirigente locale è capace di imporsi e di far valere la volontà dei cittadini di Martina Franca davanti a uffici esterni che ignorano le nostre specificità, o subiremo passivamente decisioni calate dall’alto? Come hanno fatto i politici di Monopoli?”.
Carlo ZitoVice Coordinatore cittadinoForza Italia

















