A qualche giorno di distanza dal Consiglio comunale del 24 dicembre, che ha approvato la delibera di ridefinizione dell’area mercatale del mercato settimanale, l’attenzione si concentra ora sull’attuazione concreta del provvedimento. La nuova planimetria riduce gli stalli da 360 a 276, limitandoli ai soli operatori regolarmente autorizzati, con l’obiettivo di migliorare sicurezza, viabilità e funzionalità complessiva del mercato.

Francesco Aquaro, assessore alle Attività Produttive

Nel corso della seduta, l’assessore alle Attività Produttive Francesco Aquaro ha illustrato il percorso tecnico-amministrativo portato avanti dagli uffici SUAP del Comune di Martina Franca, spiegando che la riorganizzazione nasce dalla riduzione effettiva degli operatori attivi, dalle mutate condizioni della viabilità urbana e dalla necessità di garantire il transito dei mezzi di soccorso, in particolare nell’area adiacente all’Ateneo Bruni.

L’assessore ha indicato un orizzonte temporale di due-tre mesi per completare le fasi successive: pubblicazione delle graduatorie, termini per le osservazioni, scelta dei posteggi e rilascio delle nuove autorizzazioni. Un cronoprogramma ritenuto sostenibile grazie al lavoro svolto internamente dagli uffici comunali e al confronto con le associazioni di categoria, che avevano chiesto all’unanimità di limitare il mercato ai 276 stalli effettivamente autorizzati.

Roberta Zaccaria, presidente del Comitato di Quartiere Sant’Eligio

Sul provvedimento è intervenuto anche il Comitato di Quartiere Sant’Eligio che, in un comunicato diffuso oggi, a firma della presidente Roberta Zaccaria, ha accolto positivamente l’approvazione della delibera, pur mantenendo una posizione di cautela. «Dopo anni di solleciti – si legge nella nota – finalmente si intravede una luce sulla messa in sicurezza dell’area mercatale», ma l’auspicio è che «questa azione non rimanga ancora una volta solo sulla carta e che si proceda rapidamente alla sua attuazione».

Il Comitato ha ricordato come le criticità legate alla sicurezza e al passaggio dei mezzi di emergenza fossero state segnalate già dal 2023 e ha ribadito che l’approvazione della delibera rappresenta «un passaggio fondamentale», ma non conclusivo. Ora l’attenzione è rivolta ai tempi annunciati in aula: due o tre mesi che, per i residenti, dovranno tradursi in interventi concreti e verificabili.

Luciana Convertini

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