
Rivedere la strategia delle Destination Management Organization (DMO) in Puglia, alla luce delle identità storiche e territoriali e di un assetto più chiaro ed efficiente nella gestione del sistema turistico regionale. È questo il senso dell’appello lanciato dal sindaco di Martina Franca Gianfranco Palmisano, anche presidente della Provincia di Taranto e dell’UPI Puglia, che ha scritto al presidente della Regione Antonio Decaro e all’assessora regionale al Turismo Graziamaria Starace.
Non una rivendicazione campanilistica, ma una richiesta di metodo e di coerenza nella definizione delle politiche turistiche regionali. Al centro della riflessione l’utilizzo della denominazione “Valle d’Itria” all’interno di DMO dai confini molto ampi, che rischiano – secondo Palmisano – di generare confusione e di indebolire il valore identitario di un’area con radici storiche, culturali e paesaggistiche ben definite.
Nella lettera, il sindaco richiama l’origine storica del toponimo Valle d’Itria e sottolinea come questa identità affondi le proprie radici in un territorio preciso, storicamente e culturalmente riconoscibile, che trova in Martina Franca uno dei suoi riferimenti centrali. Un’area che condivide caratteristiche paesaggistiche e culturali con altri comuni limitrofi – come Locorotondo, Alberobello e Cisternino – accomunati da elementi distintivi quali i trulli, i muretti a secco, gli uliveti e i vigneti.
Da qui l’invito alla Regione a una valutazione complessiva delle DMO e dei perimetri individuati, con l’obiettivo di evitare sovrapposizioni, migliorare il coordinamento e ottimizzare le risorse. In quest’ottica, Palmisano indica un ruolo più centrale dell’ARET Pugliapromozione, per garantire una regia più unitaria ed efficace dell’intero sistema turistico regionale.
Di seguito lettera
Il Sindaco di Martina Franca Gianfranco Palmisano, nonché Presidente dell’UPI (Unione Province Italiane) Puglia invita la Regione ad un’attenta valutazione sulla strategia in generale delle Destination Management Organization (DMO). Per questo ha inviato una lettera al Presidente Antonio Decaro e all’Assessora al Turismo Graziamaria Starace.
“Ormai da tempo –scrive il Sindaco Palmisano– la denominazione Valle d’Itria viene associata a quella di Costa dei Trulli di una DMO che include diversi comuni. Il toponimo Valle d’Itria, ci tengo a ricordare, ha un’origine storica ben precisa: deriva da una grotta cultuale dedicata a Santa Maria d’Itria o Madonna dell’Odegitria, Protettrice dei viandanti, ubicata al centro di una valle carsica, a 500 metri da Martina, a 4 km da Locorotondo e a 8 km da Cisternino. Il luogo di culto fu officiato da monaci di rito greco dipendenti dal Monastero di San Nicola di Càsole (Otranto), fondato nel 1099, per poi essere riconvertito in Convento e Chiesa di Santa Maria d’Itria dei Frati Cappuccini, complesso del tardo XVI secolo, oggi dedicato a Sant’Antonio. Oltre che sull’affresco conservato nella chiesa, le testimonianze del culto dell’Odegitria sono presenti lungo i muretti a secco che delimitano le strade della Valle d’Itria, dove sono visibili diverse edicole votive dedicate proprio all’Odegitria”.
“Quindi, l’indicazione territoriale –spiega il Sindaco di Martina e presidente UPI- ha una sua origine storica e culturale che affonda le radici nel territorio di Martina Franca. Dal punto di vista geografico e paesaggistico, la Valle d’Itria è un’area omogenea racchiusa dalle colline oltre che di Martina e Locorotondo, anche di Alberobello e Cisternino, con i quali abbiamo in comune peculiarità come i trulli, i muretti a secco, gli ulivi e i vigneti, che rendono unica questa meravigliosa parte di Puglia. Lungi dall’essere una difesa campanilistica, questa mia iniziativa ha come obiettivo quello di ricordare le peculiarità e l’identità del nostro territorio”.
“L’uso di denominazioni slegate da origini e ragioni storiche –sottolinea Palmisano- rischia di ingenerare confusione. Per questo, come Sindaco di Martina e come Presidente UPI, rivolgo un appello al nostro Presidente della Regione Antonio Decaro e all’Assessora Regionale al Turismo Graziamaria Starace invitandoli ad un’attenta valutazione sulla strategia in generale delle DMO e sui perimetri regionali individuati, facendo svolgere un ruolo più centrale all’ARET Pugliapromozione che garantirebbe un miglior coordinamento e un notevole risparmio economico all’intero sistema”.

















