
27 febbraio 2025 – Il Capocollo di Martina Franca conserva il riconoscimento IGP (Indicazione Geografica Protetta). Lo ha stabilito il TAR del Lazio, che con la sentenza n. 4375/2025 ha respinto il ricorso di un’azienda esterna alla Valle d’Itria, contestando la delimitazione geografica del prodotto.
Questa decisione rafforza il percorso di tutela dell’eccellenza gastronomica e conferma il lavoro svolto dal Ministero dell’Agricoltura, della Sovranità Alimentare e delle Foreste nel certificare l’origine e la qualità del Capocollo di Martina Franca.
Una vittoria per l’identità del prodotto
Il riconoscimento IGP era già stato concesso dal Ministero nel 2023, e la sua registrazione era in attesa della convalida definitiva da parte della Commissione Europea. Tuttavia, un’azienda non appartenente all’area di produzione aveva presentato un ricorso per contestare la delimitazione geografica, sostenendo che non vi fosse un legame esclusivo con i comuni di Martina Franca, Locorotondo e Cisternino.
Il TAR del Lazio, però, ha confermato quanto già stabilito dal Ministero, affermando:
«Dalle risultanze istruttorie emerge che la percezione della provenienza geografica del “Capocollo di Martina Franca” è associata ai Comuni di Martina Franca, Cisternino e Locorotondo, i quali condividono un’identità culturale e produttiva riconducibile alla Valle d’Itria, in virtù delle specifiche condizioni microclimatiche e delle pratiche produttive tradizionali, tra cui l’utilizzo delle foglie di Quercus Trojana Webb per l’affumicatura».
La sentenza ha consolidato un percorso già avviato, fugando ogni dubbio sulla legittimità dell’IGP e rafforzando la tutela di un prodotto simbolo della tradizione norcina pugliese.
Il ruolo di Angelo Costantini nella valorizzazione del Capocollo di Martina Franca
Se oggi il Capocollo di Martina Franca è un prodotto riconosciuto e tutelato, molto si deve all’impegno di Angelo Costantini, tra i primi promotori della sua valorizzazione.
«Nel 2000, quando quasi più nessuno lo produceva, il Capocollo di Martina Franca rischiava di scomparire. In quegli anni tutto ciò che era locale veniva visto come poco rilevante. Ho lavorato per farlo riconoscere tra i primi 40 Presìdi Slow Food italiani, portandolo all’attenzione nazionale e internazionale», racconta Costantini.
Grazie alla sua intuizione e alla collaborazione con Slow Food, il Capocollo di Martina Franca è stato riconosciuto come prodotto di valore e rilanciato nel panorama enogastronomico italiano.
Nel 2007 è stata fondata l’Associazione Produttori Capocollo di Martina Franca, che ha contribuito a consolidare il valore del prodotto sul mercato. Con il crescente successo del Capocollo, in molti hanno iniziato a utilizzarne il nome per vendere prodotti realizzati in altre località.
Per garantire ai consumatori un prodotto autenticamente legato a questa area geografica, si è reso necessario avviare la richiesta dell’IGP. Successivamente, per portare avanti l’iter di certificazione, è stata creata un’associazione di scopo, come previsto dalla normativa, con alla presidenza Giuseppe Santoro, produttore di Capocollo di Martina Franca.
Un IGP per proteggere e promuovere il vero Capocollo di Martina Franca
Secondo Angelo Costantini, l’IGP non è solo uno strumento di valorizzazione, ma soprattutto una garanzia per difendere il vero Capocollo di Martina Franca da prodotti che ne sfruttano il nome senza rispettare la tradizione:
«Nel nostro caso, l’IGP non serve solo a promuovere, ma anche a difendere il vero Capocollo di Martina Franca da imitazioni che non hanno nulla a che vedere con il nostro prodotto».
Il rischio di contraffazione è reale, poiché sul mercato circolano numerosi salumi venduti con riferimenti impropri alla tradizione martinese. La certificazione garantisce ai consumatori un prodotto autentico, frutto di un territorio unico e di una lavorazione secolare.
Il commento del Sindaco Palmisano: “Un riconoscimento per tutto il territorio”
Grande soddisfazione è stata espressa dal Sindaco di Martina Franca, Gianfranco Palmisano, che ha commentato:
«Non posso che esprimere il mio entusiasmo per questa sentenza del TAR del Lazio. È un tassello fondamentale per la valorizzazione del Capocollo di Martina Franca, un’eccellenza del nostro territorio e della nostra tradizione norcina. Ringrazio l’Associazione Produttori per il lavoro instancabile portato avanti negli anni per ottenere questo importante riconoscimento».
Con la sentenza del TAR del Lazio, il Capocollo di Martina Franca IGP ottiene un’ulteriore conferma della sua legittimità. Ora, l’ultimo passo sarà il completamento della registrazione europea, che garantirà una tutela ancora più ampia per un prodotto che rappresenta non solo un’eccellenza gastronomica, ma anche una storia di passione, tradizione e identità territoriale.

















