
Martina Franca – Nuova stoccata dei consiglieri comunali Nicola Gallone e Michele Marraffa dopo la replica di Visione Comune, che aveva accusato l’opposizione di strumentalizzare e di fare politica per fini elettorali.
«La verità – spiegano – è che più fini elettorali di così non si può. Visione Comune è rimasta immobile per tre anni e, a due mesi dalle regionali, trova la quadra e porta in Giunta Carlo Dilonardo. Se davvero si voleva garantire stabilità e competenza, perché non farlo prima, quando contestavano la loro assessora di riferimento, Anna Lasorte? Allora si trattava di un problema di competenze o, piuttosto, di un problema politico?»
Per i due consiglieri, infatti, la rimozione di Lasorte non fu una questione tecnica ma politica: «È stata esclusa per divergenze interne, come è accaduto in GPS con Dilonardo: sfiduciato non per mancanza di capacità, ma per il suo metodo di lavoro. Oggi però Visione Comune lo ripropone come proprio assessore, dimenticando che era entrato in Giunta con i consiglieri GPS e con un programma condiviso con loro. Ora con quale programma intende lavorare? Quello di GPS o uno nuovo costruito da solo?».
Sulla vicenda PUG, Gallone e Marraffa respingono le accuse di propaganda:
«Non abbiamo mai strumentalizzato nulla. Abbiamo raccolto le istanze dei cittadini e le abbiamo presentate nelle osservazioni del PUG, per senso di responsabilità. Informare la città su un provvedimento così importante non è propaganda: è un dovere di trasparenza e di ascolto del territorio».
Gallone estende la critica anche alla linea politica di Visione Comune: «Si limitano a rifugiarsi dietro regole regionali, senza tenere conto delle specificità di Martina, che è un territorio vasto e complesso. Una buona politica deve dialogare con la Regione, non arrendersi a regole uguali per tutti».
Il finale è netto: «La città non ha bisogno di giochi di palazzo né di battaglie personali travestite da scelte amministrative. Dopo tre anni di immobilismo, Visione Comune si sveglia a ridosso delle regionali: qui non si governa, ci si limita a garantirsi posizioni».
Per Gallone e Marraffa, insomma, la replica di Visione Comune «non cancella le contraddizioni interne alla maggioranza né i giochi di potere che hanno portato al rimpasto. Una crisi – concludono – che non si chiude con i comunicati, ma che resta tutta aperta nei numeri e nella credibilità politica di chi oggi governa la città».

















