
Le contestazioni sul recupero dell’ex macello comunale di via Locorotondo arrivano alla Camera dei Deputati. Nella giornata di oggi, 21 ottobre, Futuro Nazionale ha depositato un’interrogazione parlamentare indirizzata al Ministro della Cultura e al Ministro per gli Affari europei, il PNRR e le politiche di coesione, chiedendo verifiche sulla regolarità degli interventi realizzati, sulle autorizzazioni e sull’utilizzo dei finanziamenti pubblici.
L’iniziativa parlamentare segue le dichiarazioni dell’architetto Giancarlo Mastrovito, progettista definitivo ed esecutivo dell’opera, che il 15 ottobre, in occasione della riapertura della struttura, aveva espresso pubblicamente alcune perplessità sulla conformità dei lavori rispetto al progetto approvato.
In particolare, Mastrovito aveva sostenuto che l’intervento presentasse difformità realizzative mai approvate attraverso una variante in corso d’opera. Trattandosi di un bene di archeologia industriale situato in un’area sottoposta a vincolo paesaggistico, secondo il professionista le modifiche avrebbero richiesto nuove autorizzazioni da parte degli organismi competenti, compresa la Soprintendenza. Il progettista aveva inoltre contestato l’operato della direzione lavori e del collaudo, prendendo le distanze da alcune delle soluzioni adottate.
Alle dichiarazioni dell’architetto aveva fatto seguito la replica dell’Amministrazione comunale, che attraverso una nota ufficiale aveva ribadito la piena regolarità dell’intervento, precisando che i lavori erano stati sottoposti a collaudo statico e tecnico-amministrativo e che le verifiche degli uffici regionali non avevano rilevato anomalie.
Il Comune aveva inoltre richiamato l’esistenza di una variante in corso d’opera, proposta dal direttore dei lavori e approvata con determina dirigenziale n. 369 del 6 agosto 2023, registro generale 2547, respingendo così le contestazioni del progettista.
La vicenda approda ora in Parlamento con un’interrogazione sottoscritta dai deputati Rossano Sasso, Edoardo Ziello, Davide Bergamini, Gianangelo Bof, Tommaso Antonino Calderone, Domenico Furgiuele, Attilio Pierro, Emanuele Pozzolo e Laura Ravetto.
Nel documento si chiede innanzitutto di chiarire il regime di tutela dell’immobile e quali autorizzazioni, pareri ed eventuali prescrizioni siano stati rilasciati dagli uffici ministeriali nelle diverse fasi dell’intervento.
Tra le richieste figura anche la possibilità di disporre un sopralluogo della Soprintendenza per verificare la conformità dell’opera al progetto e alle autorizzazioni rilasciate, nonché l’eventuale presenza di interventi non autorizzati.
L’interrogazione affronta inoltre la questione della gestione amministrativa e finanziaria dell’appalto, chiedendo di verificare la corrispondenza tra lavori ammessi, opere effettivamente eseguite, varianti, autorizzazioni, contabilità e collaudo.
Un ulteriore punto riguarda la provenienza dei finanziamenti. I parlamentari evidenziano una differenza tra i riferimenti riportati nella comunicazione comunale, che richiama il POR Puglia 2014-2020, e quelli contenuti in un avviso comunale del 2022, nel quale viene indicato il Patto per la Puglia, finanziato attraverso il Fondo per lo Sviluppo e la Coesione 2014-2020. Per questo chiedono chiarimenti sulla tracciabilità delle risorse, sugli importi concessi ed erogati e sugli esiti dei controlli.
Infine, qualora dovessero emergere irregolarità, viene chiesto ai ministri competenti quali iniziative intendano assumere per il ripristino della regolarità, l’eventuale recupero dei finanziamenti e la verifica di possibili responsabilità erariali, anche attraverso il coinvolgimento della Corte dei Conti.
L’interrogazione non costituisce un accertamento di irregolarità, ma sollecita verifiche istituzionali sulle questioni sollevate dal progettista e sulla documentazione relativa all’intervento.
La vicenda resta dunque al centro di un confronto tra le contestazioni avanzate dal progettista e le precisazioni fornite dall’Amministrazione comunale. L’interrogazione parlamentare punta ora a ottenere chiarimenti dagli organi competenti sugli aspetti tecnici, amministrativi e finanziari dell’intervento.
Di seguito la nota stampa diffusa da Futuro Nazionale in merito all’interrogazione parlamentare sul recupero dell’ex macello comunale di Martina Franca.
Futuro Nazionale – Martina Franca comunica che, nella giornata odierna, è stata depositata alla Camera dei deputati l’interrogazione parlamentare (qui allegata) sul recupero dell’ex macello comunale di via Locorotondo.
L’atto vede quale primo firmatario l’on. Rossano Sasso ed è sottoscritto da tutti i deputati di Futuro Nazionale.
L’interrogazione, rivolta al Ministro della cultura e al Ministro per gli affari europei, il PNRR e le politiche di coesione, chiede chiarimenti sulla conformità dei lavori al progetto e alle autorizzazioni, sulla tutela dell’immobile e sulla provenienza e sul corretto impiego dei finanziamenti pubblici.
Si sollecitano, inoltre, un sopralluogo della Soprintendenza e verifiche sulla documentazione tecnica e contabile dell’intervento.
Futuro Nazionale – Martina Franca ringrazia l’on. Sasso e tutti i deputati firmatari per aver portato all’attenzione del Parlamento una vicenda sulla quale la comunità martinese merita risposte puntuali.
Ad oggi, l’Amministrazione comunale non ha fornito a Futuro Nazionale alcun riscontro alle richieste di chiarimento, neppure un cenno di risposta.
Complimenti per la trasparenza dell’azione amministrativa !
Futuro Nazionale – Martina Franca
Comitato Costituente 1647
Giuseppe Caliandro
Il testo integrale dell’interrogazione parlamentare del 21 ottobre 2026



















