Dopo il confronto di ieri a Palazzo Ducale, il Comune conferma l’omologazione del Pergolo per la Serie C e indica nel mutuo la strada per finanziare le nuove curve. Martedì in Consiglio comunale anche la proposta di intitolazione a Lino Cassano.

MARTINA FRANCA – Il futuro dello stadio Pergolo torna al centro del confronto tra la tifoseria del Martina Calcio e l’Amministrazione comunale. Una questione che si trascina da tempo, con i sostenitori biancazzurri che continuano a esprimere perplessità sul trasferimento dal Tursi, soprattutto per l’assenza delle curve, la maggiore esposizione alle intemperie e le caratteristiche di un impianto che ritengono poco adeguato alle esigenze della squadra e della tifoseria in caso di promozione in Serie C.
La richiesta è rimasta la stessa: realizzare almeno una curva prima di lasciare il Tursi. Un impegno che, secondo i tifosi, sarebbe stato assunto dall’Amministrazione e sul quale continuano a chiedere risposte concrete.
Giovedì 5 novembre, un gruppo di circa trenta sostenitori si è presentato a Palazzo Ducale per chiedere chiarimenti sullo stato degli interventi. Secondo quanto riferito da alcuni presenti, i tifosi volevano ascoltare personalmente le risposte e conoscere la documentazione relativa ai lavori, mentre il sindaco Gianfranco Palmisano avrebbe preferito incontrare una delegazione ristretta.
Nel comunicato diffuso successivamente, il Comune ha contestato i «toni accesi» e l’atteggiamento dei presenti, sostenendo che abbiano reso impraticabile un dialogo sereno. L’Amministrazione ha inoltre criticato la scelta di presentarsi numerosi negli uffici comunali anziché attraverso una delegazione, come sarebbe stato concordato in precedenza.
Una ricostruzione contestata da alcuni tifosi presenti all’incontro, secondo i quali era stato fissato un appuntamento con il sindaco alle ore 16. I sostenitori riconoscono che durante il confronto i toni si siano alzati, ma escludono comportamenti violenti o minacciosi. Stando al loro racconto, il sindaco avrebbe interrotto il confronto, lasciando la stanza e chiedendo l’intervento delle forze dell’ordine. Durante l’incontro, riferiscono inoltre di aver chiesto chiarimenti sugli impegni che l’Amministrazione avrebbe assunto negli ultimi quattro anni, in particolare sulla realizzazione delle curve prima del trasferimento dal Tursi al Pergolo. Tra le criticità segnalate anche le condizioni della tribuna, nella quale, a loro dire, entrerebbe acqua durante le piogge, e la presenza della pista di atletica, ritenuta poco adatta a uno stadio moderno.
Sul futuro degli impianti sportivi, intanto, il Comune ha assicurato che il Pergolo sarà omologato per ospitare le gare del campionato di Serie C. Per quanto riguarda le nuove curve, l’Amministrazione conferma la volontà di realizzarle, precisando che al momento non sono disponibili finanziamenti pubblici dedicati. Indica quindi come unica strada concretamente percorribile l’accensione di un mutuo, operazione che dovrà basarsi su un progetto sostenibile per le casse comunali. Questa possibilità è attualmente in fase di valutazione da parte degli uffici comunali, del Credito Sportivo e della Cassa Depositi e Prestiti.
Per lo stadio Tursi, destinato a diventare un’area polifunzionale, martedì 10 novembre il Consiglio comunale sarà chiamato a esaminare la variante urbanistica, indicata dall’Amministrazione come ultimo passaggio necessario prima di procedere con la gara relativa al progetto.
Nella stessa seduta, convocata alle ore 15, si discuterà anche della proposta di intitolare il nuovo stadio comunale del Pergolo a Lino Cassano. La mozione, presentata dal consigliere Gallone, figura al punto 12 dell’ordine del giorno. La questione approda in Consiglio dopo la raccolta di 3.128 firme promossa dalla tifoseria biancazzurra e depositata in Comune lo scorso 22 settembre.
Al di là delle differenti ricostruzioni di quanto accaduto a Palazzo Ducale, resta aperta la questione del trasferimento dal Tursi al Pergolo. Un passaggio sul quale i tifosi continuano a chiedere certezze, dopo anni di promesse che, a loro dire, non hanno ancora trovato riscontro concreto.


















