
Il nuovo Piano Urbanistico Generale (PUG) di Martina Franca prosegue il suo iter, ma resta al centro di un doppio fronte: da un lato sedici ricorsi presentati al TAR Puglia – Lecce da cittadini e operatori economici, dall’altro il parere della Regione Puglia nell’ambito della Valutazione Ambientale Strategica (VAS).
A sollevare pubblicamente il caso è stato l’avvocato amministrativista Enrico Pellegrini, che attraverso la testata giuridica online Latoga.it ha illustrato le principali criticità che, secondo i ricorrenti, riguarderebbero l’iter di formazione del nuovo strumento urbanistico.
Il provvedimento regionale, nel frattempo, non blocca il PUG. La Regione ha infatti espresso parere favorevole alla VAS, pur introducendo alcune prescrizioni tecniche che il Comune dovrà recepire prima dell’approvazione definitiva del piano. Le indicazioni riguardano in particolare il Rapporto Ambientale, che dovrà essere integrato con maggiore chiarezza sugli obiettivi del piano, sulle azioni previste e sul sistema di monitoraggio degli effetti ambientali.
Tra le prescrizioni più puntuali figura anche la richiesta di riclassificare l’ambito CU 6.2 “Pozzo Tre Pile” come contesto rurale, alla luce delle caratteristiche ambientali dell’area. Una modifica che rafforza le tutele paesaggistiche e limita eventuali trasformazioni urbanistiche.
Parallelamente resta aperta la partita giudiziaria davanti al TAR. I ricorsi contestano in particolare la gestione della fase partecipativa e delle osservazioni al piano, oltre alla concentrazione di diverse funzioni tecniche nello stesso dirigente comunale durante la redazione e l’istruttoria del PUG.
Le due vicende restano tuttavia distinte: la Regione ha valutato la sostenibilità ambientale del piano, mentre sarà il TAR a stabilire se il procedimento amministrativo seguito dal Comune sia stato corretto.
Nel frattempo il PUG continua il suo percorso in un clima di forte dibattito locale. Il passaggio dai vecchi piani regolatori, spesso caratterizzati da una forte espansione urbanistica, a strumenti orientati alla riduzione del consumo di suolo e alla rigenerazione urbana sta infatti alimentando, anche a Martina Franca, un confronto serrato tra amministrazione, proprietari e operatori economici.

















