MARTINA FRANCA – A distanza di oltre dieci anni dal primo tentativo, Palazzo Ducale riprende un percorso rimasto a lungo fermo. La Giunta guidata dal sindaco Gianfranco Palmisano ha approvato il marchio ufficiale DE.CO., acronimo di Denominazione Comunale di Origine, destinato a identificare prodotti, piatti tipici e altre espressioni della tradizione locale che saranno inseriti in un apposito registro.Il percorso era stato avviato nel 2014, durante la prima amministrazione Ancona, con l’adozione del regolamento comunale per la tutela e la valorizzazione delle attività agroalimentari tradizionali locali, senza però avere seguito. L’Amministrazione comunale lo ha ripreso lo scorso anno, arrivando ora all’approvazione del marchio.Sarà una commissione di esperti, attraverso l’iter previsto dal regolamento, a individuare i prodotti agroalimentari, i piatti tipici e le altre espressioni identitarie da inserire nel registro DE.CO.

MARTINA FRANCA – A distanza di oltre dieci anni dal primo tentativo, Palazzo Ducale riprende un percorso rimasto a lungo fermo. La Giunta guidata dal sindaco Gianfranco Palmisano ha approvato il marchio ufficiale DE.CO., acronimo di Denominazione Comunale di Origine, destinato a identificare prodotti, piatti tipici e altre espressioni della tradizione locale che saranno inseriti in un apposito registro.Il percorso era stato avviato nel 2014, durante la prima amministrazione Ancona, con l’adozione del regolamento comunale per la tutela e la valorizzazione delle attività agroalimentari tradizionali locali, senza però avere seguito. L’Amministrazione comunale lo ha ripreso lo scorso anno, arrivando ora all’approvazione del marchio.Sarà una commissione di esperti, attraverso l’iter previsto dal regolamento, a individuare i prodotti agroalimentari, i piatti tipici e le altre espressioni identitarie da inserire nel registro DE.CO.

Il marchio: Arco di Santo Stefano, olivo e quercia

Al centro del logo compare l’Arco di Santo Stefano, uno dei luoghi simbolo e più riconoscibili della città, con alla base due foglie: una di olivo e una di quercia, alberi caratteristici del territorio.Anche i colori sono stati scelti per richiamare Martina Franca e le sue produzioni: l’azzurro riprende quello dello stemma cittadino, mentre il vinaccia rimanda al vino, alla carne e al Capocollo di Martina Franca.L’obiettivo dichiarato dall’Amministrazione è valorizzare e tutelare le produzioni e le tradizioni locali, dotandole anche di uno strumento riconoscibile da utilizzare nella promozione del territorio. «Il passaggio successivo all’approvazione del marchio DE.CO. da parte della Giunta – spiega in una nota l’assessore alle Attività Produttive Francesco Aquaro – sarà l’avvio da parte della commissione di un iter finalizzato all’inserimento di prodotti agroalimentari e piatti tipici identitari, oltre che arti e mestieri tipici del territorio». Un percorso che, secondo l’assessore, continuerà a coinvolgere gli operatori e che potrà consentire sia all’Amministrazione sia alle attività interessate di promuovere le produzioni locali anche nelle vetrine nazionali e internazionali, a partire dalle fiere del turismo.

Il nodo delle tipicità: Martina Franca o Valle d’Itria?

Con l’approvazione del marchio si apre adesso la fase forse più interessante: stabilire quali prodotti, piatti, arti e mestieri possano entrare nel registro e rappresentare specificamente Martina Franca. Sul Capocollo di Martina Franca il legame con la città è già espresso dalla stessa denominazione del prodotto ed è una delle produzioni maggiormente identificate con il territorio martinese. Anche la bombetta ha un rapporto particolarmente stretto con Martina Franca. Nella documentazione regionale dei Prodotti Agroalimentari Tradizionali compare come “Bombetta di Martina Franca” e la sua nascita viene fatta risalire agli anni Ottanta proprio a Martina Franca, sebbene la paternità è rivendicata anche dalla vicina Cisternino. Ed è proprio qui che la DE.CO., per sua natura comunale, si confronta con una realtà territoriale nella quale storia, cucina e tradizioni non sempre seguono i confini amministrativi. Da una parte c’è l’esigenza di individuare e tutelare ciò che appartiene alla storia e all’identità di Martina Franca; dall’altra c’è una Valle d’Itria che ha costruito una propria riconoscibilità anche attraverso tradizioni e produzioni condivise. Un tema che assume ulteriore interesse in una fase in cui si parla sempre più spesso di promozione territoriale integrata e di collaborazione tra i Comuni della Valle d’Itria.

Il marchio DE.CO. adesso c’è. Saranno le prossime scelte della commissione e la composizione del registro a chiarire quali prodotti, piatti, arti e mestieri saranno chiamati a rappresentare, sotto questa nuova denominazione, l’identità di Martina Franca.

Luciana Convertini

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