Oggi pomeriggio l’inaugurazione

MARTINA FRANCA – Futuro Nazionale chiede accertamenti sulla regolarità dei lavori di recupero dell’ex macello comunale di via Locorotondo e sulla loro conformità al progetto approvato. La richiesta, indirizzata alla Soprintendenza, al Comune di Martina Franca e alla Regione Puglia, arriva dopo le dichiarazioni dell’architetto Giancarlo Mastrovito, progettista definitivo ed esecutivo dell’intervento.
La vicenda nasce da un commento pubblicato dallo stesso Mastrovito su Facebook, sotto un articolo di PortaVoce.net dedicato alla riapertura della struttura. Il professionista sostiene che l’opera realizzata presenti difformità rispetto al progetto approvato, mai autorizzate attraverso varianti in corso d’opera. Solleva inoltre questioni relative alle autorizzazioni della Soprintendenza e alle procedure seguite nella direzione e nel collaudo dei lavori, prendendo pubblicamente le distanze dal risultato dell’intervento.
Sulla base di queste dichiarazioni, il comitato costituente di Futuro Nazionale di Martina Franca, rappresentato da Giuseppe Caliandro, ha chiesto agli enti competenti di avviare verifiche tecniche e amministrative per accertare l’effettiva regolarità degli interventi.
La richiesta arriva proprio nel giorno dell’inaugurazione dell’ex macello comunale, prevista per oggi, giovedì 15 ottobre, alle ore 17.30, quando la struttura recuperata sarà ufficialmente riconsegnata alla città.
Di seguito il testo della richiesta di accertamenti formulata dal comitato costituente di Futuro Nazionale di Martina Franca e indirizzata alla Soprintendenza, al Comune di Martina Franca, alla Regione Puglia e, per conoscenza, al sindaco, agli assessori competenti e al deputato Rossano Sasso.
Oggetto: ex macello comunale di Martina Franca – richiesta urgente di verifica tecnica e dellalegittimità delle procedure
CIG 8926548471 – Gara 18/2021
Futuro Nazionale – Martina Franca (in qualità di organizzazione politica di cittadini elettori di questa comunità) chiede alle Amministrazioni destinatarie di avviare con urgenza un accertamento sulla regolarità dei lavori di recupero dell’ex macello comunale di via Locorotondo, sulla loro conformità al progetto approvato e sui relativi atti autorizzativi e di collaudo. La richiesta nasce dalle dichiarazioni apprese attraverso un commento pubblicato su Facebook a nome dell’architetto Giancarlo Mastrovito, del quale si allega la riproduzione. Nel commento Mastrovito si qualifica come «progettista di definitivo ed esecutivo». Sostiene che l’opera realizzata presenti difformità dal proprio progetto mai approvate mediante variante in corso d’opera; richiama la natura di bene di archeologia industriale e il vincolo paesaggistico dell’area, sostenendo che le variazioni avrebbero richiesto nuovi assensi della Soprintendenza e una nuova approvazione del responsabile del procedimento. Afferma inoltre che i soggetti incaricati della direzione lavori e del collaudo avrebbero consentito e collaudato una realizzazione difforme dall’esecutivo approvato, dalla quale prende le distanze.
Si tratta di affermazioni gravissime, provenienti da un professionista indicato anche dal Comune come autore del progetto. Ove confermate, investirebbero la corretta esecuzione di un’opera pubblica, l’effettività dei controlli e la tutela del patrimonio comunale, con possibili conseguenze sulla regolarità della spesa. Proprio per la loro gravità, chiediamo un riscontro tecnico documentato che accerti i fatti e le eventuali responsabilità.
Occorre anzitutto acquisire dal progettista l’indicazione puntuale delle difformità contestate e predisporre una relazione comparativa, supportata da sopralluogo, rilievo e documentazione fotografica, tra progetto definitivo ed esecutivo approvati, elaborati contrattuali, eventuali migliorie offerte in gara, varianti assentite e stato effettivamente realizzato. Il confronto dovrà individuare, per ciascuno scostamento, la lavorazione interessata e l’incidenza su dimensioni, sagoma, prospetti, materiali, soluzioni costruttive e distribuzione degli spazi, ove pertinenti, con specifica attenzione aic orpi di fabbrica storici e alle sistemazioni esterne. Dovranno essere precisati anche gli effetti sulle prestazioni previste e sui costi.
Per ogni modifica accertata chiediamo di indicare chi l’abbia proposta, ordinata ed eseguita, in quale momento e sulla base di quali atti. Per l’appalto avviato nel 2021 e aggiudicato nel 2022, la verifica dovrà essere condotta in considerazione della disciplina applicabile “ratione temporis”, in particolare dell’art. 106 del d.lgs. 50/2016 e dell’art. 8 del d.m. 49/2018. Andranno esibite le perizie di variante, le relazioni giustificative, le autorizzazioni del RUP e le approvazioni dell’organo competente, con i relativi elaborati e quadri economici. Qualora si ritenga di ricondurre uno scostamento a una modifica di dettaglio, dovranno esserne dimostrati i presupposti e documentata la preventiva comunicazione al RUP. La sola assenza di maggiori costi non chiarisce la legittimità di una modifica.
Quanto alla tutela dell’immobile e del contesto, chiediamo alla Soprintendenza e al Servizio Paesaggio di individuare esattamente i vincoli e le prescrizioni applicabili, verificando anche l’eventuale assoggettamento del bene alla tutela culturale di cui agli artt. 10 e 12 del d.lgs. 42/2004. Occorre distinguere l’eventuale autorizzazione per lavori sul bene culturale ai sensi dell’art. 21dall’autorizzazione paesaggistica e dal relativo parere ai sensi dell’art. 146. Per ciascuna difformità dovrà essere chiarito se fosse già compresa negli atti assentiti, richiedesse un nuovo procedimento autorizzativo oppure rientrasse in una specifica esenzione, da motivare puntualmente anche alla luce del d.P.R. 31/2017. L’eventuale approvazione della variante contrattuale non sostituisce gli assensi di tutela dovuti.
Le contestazioni riguardanti la direzione lavori impongono di verificare gli ordini di servizio, il giornale dei lavori, le comunicazioni al RUP e le disposizioni impartite all’impresa, ricostruendo come siano state controllate le lavorazioni oggi contestate. Chiediamo di acquisire una relazione del direttore dei lavori su ciascun rilievo del progettista e di accertare se siano state disposte o lasciate eseguire modifiche prive della necessaria autorizzazione, tenendo conto delle condizioni e delle eccezioni previste dalla disciplina applicabile.
Parimenti, dovranno essere individuati natura, autore e data dell’atto conclusivo di verifica dell’opera, acquisendo il certificato di collaudo tecnico-amministrativo o, se legittimamente sostitutivo, il certificato di regolare esecuzione, insieme ai verbali di visita, alle relazioni e agli atti di approvazione.
Chiediamo di chiarire quali elaborati siano stati assunti a riferimento e come sia stata accertata lacorrispondenza tra opere eseguite, contratto e modifiche autorizzate, secondo la funzione del collaudoprevista dall’art. 102 del d.lgs. 50/2016. Dovranno essere indicati gli eventuali rilievi formulati, leprescrizioni impartite e il loro adempimento. Un eventuale collaudo statico, riferito alle strutture, nonesaurisce tali verifiche; né il collaudo vale, di per sé, a sanare carenze autorizzative.
La verifica dovrà estendersi alla contabilità, confrontando le lavorazioni effettivamente eseguite conquelle contabilizzate e liquidate negli stati di avanzamento e nel conto finale, nonché con gli eventualinuovi prezzi approvati. Chiediamo di accertare se siano state pagate opere diverse da quellecontrattualmente dovute o prestazioni non eseguite e, soltanto ove emergano scostamenti, diquantificarne gli effetti e individuare i conseguenti provvedimenti.Alla Regione Puglia chiediamo inoltre di identificare il titolo di finanziamento effettivamenteutilizzato, il CUP, l’importo concesso e le somme erogate e rendicontate. Il comunicato comunale del14 ottobre 2026 richiama il POR Puglia 2014–2020, Azione 12.1; l’avviso comunale n. 31 del 12 aprile2022, nella tabella degli interventi, associa invece il recupero dell’ex macello al Patto per la Puglia –FSC 2014/2020.
Occorre chiarire tale diversa indicazione, anche in relazione a eventualiriprogrammazioni, e verificare che l’intervento realizzato e le spese riconosciute rispettino il progettoammesso a finanziamento e le condizioni del contributo, comprese le autorizzazioni alle modificheeventualmente richieste.L’urgenza è accentuata dalla consegna alla città annunciata dal Comune per il 15 ottobre 2026 alle ore17.30.
Chiediamo pertanto l’immediato avvio dell’istruttoria, con comunicazione dell’ufficioincaricato e del responsabile, e un sollecito riscontro scritto sui risultati, corredato dagli estremi degliatti e dalla documentazione richiamata. In relazione all’apertura al pubblico, si chiarisca altresì qualiattestazioni di fruibilità, accessibilità e sicurezza siano state acquisite, ove dovute.
Qualora emerganoirregolarità, ciascuna Amministrazione è chiamata ad adottare tempestivamente i provvedimenti dipropria competenza, comprese le misure di tutela e le eventuali segnalazioni previste dalla legge.La tutela di questo bene pubblico e la trasparenza nell’impiego delle risorse richiedono rispostepuntuali alle questioni sollevate dal progettista, fondate sul confronto tra atti e opere effettivamenterealizzate.
Futuro Nazionale – Martina Franca 1647
Giuseppe Caliandro
(trasmesso a mezzo PEC)



















