In via Battaglini una cucina quotidiana pensata per tempi in cui uscire a cena è diventato meno frequente

Martina Franca — Ventotto euro per un pasto completo: antipasto, primo, secondo, bevuta e coperto. Una proposta dal prezzo medio accessibile, non un menù fisso ma una formula pensata per restare alla portata quotidiana. In un periodo in cui mangiare fuori casa è sempre meno frequente, il Ristorante Belgusto – cibo vino e sapori, in via Battaglini 12/13, parte da qui per costruire la propria identità: riportare il ristorante dentro la normalità, non nell’eccezione.
«Oggi non si esce più a cena tutte le sere», spiega il titolare Pierpaolo Grangilia. «Si va una volta ogni quindici giorni. Il ristorante è diventato un piccolo lusso. Noi cerchiamo di mantenerlo accessibile».

Da Grottaglie alla Valle d’Itria
Prima dell’apertura a Martina Franca, i titolari hanno gestito a Grottaglie il ristorante Il Pozzo della Fortuna, un locale raccolto da appena 23 coperti.
Una dimensione che garantiva rapporto diretto con i clienti e cucina espressa, ma che nel tempo è diventata limitante: per feste e piccole cerimonie arrivavano richieste anche per quaranta persone, difficili da gestire negli spazi disponibili. Da qui la scelta di trasferirsi in un ambiente più ampio e l’approdo a Martina Franca.
Con l’arrivo in Valle d’Itria gli spazi sono raddoppiati, circa il doppio dei posti, mantenendo però la stessa filosofia operativa, basata sulla gestione familiare e sul contatto continuo con la sala.

Il ristorante è gestito da una coppia: Pierpaolo ai fornelli e Simona in sala, volto del locale e riferimento diretto per i clienti.
Mangiare ciò che a casa non si fa più
La linea del locale è semplice: proporre piatti che richiedono tempo e tecnica, non necessariamente ingredienti rari.
Per questo il menù cambia ogni mese.
La spesa viene fatta ogni mattina tra mercati e piccoli fornitori locali, evitando grandi scorte.
Restano però alcuni riferimenti fissi della tradizione:
• orecchiette con il sugo o con le cime di rapa
• polpette
• secondi di carne
Accanto a questi compare il “primo dello chef”, pensato per adattarsi alle richieste dei clienti: cambiare formato di pasta, togliere ingredienti o personalizzare la preparazione.
Tra piatti fissi e proposta dello chef
La carta non è lunga, ma costruita su un equilibrio tra preparazioni riconoscibili e proposte variabili.
Agli antipasti del territorio, come il tagliere di salumi artigianali e il carpaccio di Black Angus, si affiancano il tris dello chef e la degustazione in più portate, che cambiano nel tempo.
L’obiettivo è permettere a chi torna di trovare ogni volta qualcosa di diverso senza rinunciare ai piatti abituali, mantenendo un rapporto diretto tra cucina e cliente.

Il simbolo: gli spaghetti all’assassina
Tra i piatti più richiesti c’è la tradizionale pasta all’assassina, preparati aggiungendo la pasta cruda direttamente nel pomodoro e facendola cuocere in padella fino alla tipica bruciatura.
Sembra un piatto semplice, ma richiede precisione tecnica: basta una sfumatura sbagliata e la pasta si rompe o si attacca.
Nata tra Bari e la provincia foggiana, qui viene proposta senza reinterpretazioni estetiche.

Una ristorazione quotidiana
Il Belgusto si inserisce in un cambiamento più ampio delle abitudini: il ristorante non è più consumo abituale ma occasione programmata.
Per questo la proposta punta sulla concretezza, porzioni complete, prezzo stabile e cucina riconoscibile, più che sulla spettacolarizzazione.
L’obiettivo dichiarato non è stupire una volta sola, ma convincere a tornare.
BelGusto – via Battaglini 12/13, Martina Franca. Prenotazioni: 320 8246935
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