La Giunta guidata dal Sindaco Gianfranco Palmisano istituisce in via sperimentale gli “Orti sociali urbani” da affidare alla cura dei cittadini mediante i patti di collaborazione. Si tratta di un progetto di amministrazione condivisa finalizzata a favorire la partecipazione attiva dei cittadini e la gestione coordinata dello spazio, anziché l’assegnazione individuale di appezzamenti nei quali svolgere attività agricola. La prima area individuata si trova in strada Provvidenza.

Darà il via alle attività un avviso pubblico finalizzato alla raccolta di manifestazioni di interesse e proposte di collaborazione civica, secondo le modalità previste dal regolamento comunale che disciplina i patti di collaborazione approvato dal Consiglio.

La Giunta (delibera n. 488 del 5 novembre 2026) ha dato attuazione a un atto di indirizzo (delibera n. 52 del 30 maggio 2023) del Consiglio Comunale che ha accolto la proposta del progetto “Agri-Cultura”presentata con un ordine del giorno dalla Consigliera Angelita Salamina e del Consigliere Antonio Curia del Gruppo Consiliare Città Nuova.

“Come Amministrazione abbiamo sempre promosso iniziative volte al recupero e alla tutela del bene comune e dell’ambiente valorizzando i progetti orientati alla riscoperta dei legami sociali. Con questo progetto, dalla forte valenza sociale, vogliamo coinvolgere attivamente associazioni, anziani e scuole, mettendo loro a disposizione un luogo in cui possano incontrarsi diverse generazioni e attraverso il quale valorizzare la tradizione orticola locale anche in ambito urbano. La formula è quella del patto di collaborazione che viene già utilizzata con risultati positivi per dare nuova vita agli immobili comunali in disuso alle associazioni”, spiegano l’Assessore ai Lavori Pubblici e al Patrimonio, Vicesindaco Nunzia Convertini e la Consigliera Angelita Salamina con deleghe all’Inclusione, alla Coesione e alla Legalità.

Il progetto punta, oltre al coinvolgimento dei cittadini, al recupero della tradizione della coltivazione dell’orto per il soddisfacimento dei bisogni familiari che costituisce un elemento caratterizzante della storia, della cultura e dell’identità del territorio di Martina. Si tratta di una tradizione storica, diffusa anche in altre regioni italiane dopo la seconda guerra mondiale con i cosiddetti “orticelli di guerra”, quando era fondamentale coltivare legumi e verdure per assicurare un sostentamento alimentare ai ceti meno abbienti. Con il boom economico e l’espansione edilizia questa tradizione è andata pian piano  sparendo ma è stata recuperata negli ultimi anni; infatti in Italia si è registrato (fonte Coldiretti) una crescita degli orti urbani del 18,5% che impegnano 1,2 milioni di italiani. La finalità primaria non è più quella di produrre cibo ma di incentivare la cura condivisa degli spazi pubblici e la coesione sociale.

Luciana Convertini

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