
MARTINA FRANCA — Compensi aggiuntivi rispetto agli stipendi già percepiti, destinati a dirigenti e dipendenti comunali per il recupero dell’evasione IMU e TARI. È su questi incentivi che si accende il confronto a distanza tra la consigliera di opposizione Grazia Lillo, l’assessore al Bilancio e la FP CGIL di Taranto, attraverso video pubblicati sui social e comunicati stampa.
La scelta di attivare questi compensi non nasce dagli uffici, ma è stata assunta a monte dalla Giunta comunale, che ha approvato il relativo regolamento il 21 maggio 2026 (Delibera n. 235). La normativa nazionale consente infatti ai Comuni di erogare tali somme, ma non li obbliga a farlo. Agli uffici e alla dirigenza è spettato il compito di applicare le regole e determinare gli importi.
La successiva determina dirigenziale del 12 ottobre 2026 indica uno stanziamento disponibile di 79 mila euro per gli incentivi, da ripartire tra la dirigente finanziaria, il coordinatore del progetto e i dipendenti coinvolti dell’Ufficio Tributi, dell’Area finanziaria e del Personale. Le cifre comprendono anche gli oneri a carico del Comune e sono soggette ai limiti individuali previsti dal regolamento. Lo stesso atto inserisce nel gruppo di lavoro tre dipendenti inizialmente non indicati, spiegando che si è trattato di un’omissione e che avevano effettivamente partecipato alle attività.
La capogruppo di Fratelli d’Italia mette in discussione la decisione di riconoscere questi compensi aggiuntivi, considerate le difficoltà economiche delle famiglie e le altre esigenze della città. Chiede inoltre quali attività abbiano svolto gli uffici comunali rispetto a quelle già affidate alle società esterne per l’accertamento e la riscossione dei tributi e quali risultati giustifichino gli incentivi.
L’assessore al Bilancio, Pasqualina Castronuovo, difende la misura: sostiene che gli incentivi servano a valorizzare il lavoro degli uffici e che il recupero dell’evasione tuteli chi paga regolarmente le tasse. Sulla stessa linea la FP CGIL di Taranto, che nel comunicato del 27 ottobre respinge la rappresentazione dei compensi come privilegi o “regali della politica” e invita a non trasformare i dipendenti pubblici nel bersaglio dello scontro politico.



















