
Il notaio Arcangelo Rinaldi, presidente dell’Ufficio di Segreteria del Premio Umanesimo della Pietra per la Storia – Edizione 2023 , ha effettuato lo spoglio delle schede inviate presso il suo studio dalla Giuria Tecnica, composta dai diciannove vincitori viventi delle precedenti venticinque edizioni: Cosimo Damiano Fonseca, Angelo Massafra, Pasquale Corsi, Rosario Jurlaro, Giorgio Otranto, Clara Gelao, Cosimo D’Angela, Mario Spedicato, Gioia Bertelli, Vito Antonio Leuzzi, Hubert Houben, Pasquale Cordasco, Vittorio De Marco, Giuseppe Poli, Giuseppe Colucci, Ferdinando Mirizzi, Francesco Panarelli, Giancarlo Vallone e Saverio Russo. La Giuria Tecnica è stata integrata da sette soci del Gruppo Umanesimo della Pietra: Enza Aurisicchio, Luigi Basile, Pasquale Gentile, Walter Ivone, Giovanni Liuzzi, Cosimo Francesco Palmisano e Filippo Perretta. Conteggiate le preferenze attribuite a diversi studiosi, il notaio Arcangelo Rinaldi ha dichiarato vincitore la professoressa Luisa Cosi, docente di materie musicologiche presso il Conservatorio Tito Schipa di Lecce. Il premio consiste nella comunicazione ufficiale della scelta del vincitore in una pubblica cerimonia, programmata per sabato 28 ottobre p.v. alle ore 18:30 nella Sala delle Adunanze dell’Associazione Artigiana di Mutuo Soccorso di Martina Franca. Alla professoressa Luisa Cosi verrà consegnato a ricordo della cerimonia il Sigillo Umanesimo della Pietra , realizzato in terracotta e ceramica dall’artista Pina Alfieri nella sua fonderia. Del vincitore parlerà il dottor Gennaro Carrieri, direttore della Fondazione Paolo Grassi di Martina Franca, testimonial della manifestazione. All’evento è stato assicurato il patrocinio dell’Amministrazione Comunale di Martina Franca, a nome della quale porgerà un indirizzo di saluto il dottor Carlo Dilonardo, assessore alle Attività Culturali. Al pubblico sarà distribuito l’opuscolo, curato dalla dottoressa Annapaola Digiuseppe, del Premio Umanesimo della Pietra per la Storia – Edizione 2022, attribuito al professor Saverio Russo. Si allegano foto e un essenziale curriculum vitae et studiorum della professoressa Luisa Cosi.

della professoressa Luisa Cosi
La professoressa Luisa Cosi è nata a Lecce il 29 settembre 1958. È laureata in Musicologia, in Lettere classiche e in Pianoforte. Docente di materie musicologiche presso il Conservatorio Tito Schipa di Lecce, ha insegnato Storia e critica del testo musicale e Musicologia presso l’Università degli Studi del Salento. È vicepresidente della sezione leccese della Società di Storia Patria per la Puglia. Su incarico della Universidad Autónoma de Ciudad de México ha ricostruito l’origine e la formazione del celebre compositore leccese-messicano Ignacio Jerusalem y Stella, nonché dei maestri di cappella suoi avi, attivi fra Sei e Settecento nelle principali chiese e camere del Viceregno di Napoli. S’è occupata di Storia della pedagogia musicale e delle intersecazioni fra le tradizioni colte e popolari, con particolare riferimento alle strategie devozionali e ai travestimenti spirituali attuati nel corso del XVII secolo dai Gesuiti, oltre che in Puglia, anche nelle missioni baltiche e dell’Estremo Oriente. In collaborazione con il Fondo Ambiente Italiano ( FAI ) si occupa del censimento e della valorizzazione dei beni musicali del territorio, in ordine a spartiti, a partiture e a strumenti storici; ne è derivata, tra l’altro, la riscoperta dell’ atelier Leone di Lecce, premiato alle mostre industriali napoletane del primo Ottocento per la costruzione di traversieri e di clarinetti in uso della nobiltà del Regno. A coronamento di una ventennale indagine archivistica, tesa a ricostruire la storia economica e politica, nonché il repertorio degli ensemble popolari di fiati nel corso del XIX secolo ha da ultimo avviato, d’intesa con il Conservatorio di Lecce, il recupero di alcuni tra i più importanti fondi bandistici della Puglia. Per la Fondazione Paolo Grassi di Martina Franca ha curato l’edizione critica di drammi per musica, seri e giocosi, nonché di tragédies lyriques , allestiti in prima esecuzione moderna al Festival della Valle d’Itria nell’ultimo ventennio. Tutte queste opere sono state originariamente proposte nei teatri di Napoli, di Vienna e di Parigi dai più celebri compositori pugliesi del Settecento: L’ambizione delusa di Leonardo Leo, autore di cui ha anche curato la voce per il Dizionario biografico Treccani; Armida si Tommaso Traetta; Roland di Niccolò Piccinni; Prosepine e La grotta di Trofonio di Giovanni Paisiello.
C.S. a cura del Gruppo Umanesimo della Pietra
















