
Il Comitato Centro Storico di Martina Franca denuncia il costante disturbo notturno causato dalla musica ad alto volume che impedisce il riposo dei cittadini e chiede soluzioni immediate alle istituzioni.
CS
Nelle precedenti tre settimane una delegazione del Direttivo del Comitato Centro Storico ha presenziato a tre incontri consultivi, rispettivamente con il Comando dei Carabinieri di Martina Franca, con il Vicequestore della Polizia di Stato e con il Sindaco della Città. In questi tre colloqui si è relazionato informalmente ma, dettagliatamente del perdurare inalterato dei disagi che i residenti della porzione centralissima della città tra le P.zza Plebiscito, Maria Immacolata, delle Vie, Cirillo, via Garibaldi e attigue, sopportano da anni e che col tempo si sono incrementati in varie ore della giornata e, soprattutto nottetempo. Ciò ha reso praticamente impossibile il necessario riposo notturno dei cittadini costretti a subire il martellante ritmo di musica diffusa ad alto volume dai vari locali concentrati in zona . Il tutto in barba alle disposizioni regionali vigenti che regolamentano orario e decibel e alla recente Ordinanza introdotta dal sindaco. Così a nulla è valsa la tempestiva presa di posizione del Comitato che, tramite l’ Avv. Alessio Scatigna, inviava in data 18/01/2024, al Sindaco e al Prefetto di Taranto in cui si illustravano circostaziatamente tutte le disposizioni che regolano l’ esercizio di tali attività di somministrazione.
Al termine dei tre incontri con le tre istituzioni competenti per la sicurezza pubblico presenti in Città, questi si sono dimostrate sensibili ad affrontare con decisione la questione, compatibilmente, con le risorse umane a disposizione.
In ogni caso, il Comitato Centro Storico a margine di tali colloqui, ribadisce che non è suo intento ostacolare o impedire la libera attività o l’ esercizio di distribuzione di varie consumazioni ma, nel contempo si batterà perché vengano rispettati i diritti di tutti a quella quiete pubblica che i regolamenti impongono, spesso ignorati e beffardamente derisi e irrisi, perché è indecente che al turismo selvaggio e arrogante debba essere tutto sacrificato. Quello che si chiede è il rispetto di un millenario principio: C’è una ” misura” in tutte le cose.

















