È pronta a Martina Franca la mozione sulla crisi del comparto lattiero-caseario, che sarà portata all’attenzione del Consiglio comunale nella prossima seduta del 17 febbraio. L’iniziativa è della consigliera comunale di maggioranza Maria Montanaro.

Il tema è tornato al centro del dibattito istituzionale dopo il tavolo di ascolto regionale sul comparto zootecnico che si è tenuto ieri, promosso dal neo assessore regionale all’Agricoltura Francesco Paolicelli, subentrato a Donato Pentassuglia.

Dal confronto con associazioni di categoria, allevatori, cooperative e organizzazioni dei produttori è emerso un quadro critico: negli ultimi anni in Puglia hanno chiuso oltre 200 stalle da latte bovino, a fronte dell’aumento dei costi di produzione e di un prezzo del latte alla stalla ritenuto non adeguato alle condizioni strutturali delle aziende del Mezzogiorno.

La mozione mira a rafforzare il ruolo delle istituzioni locali nel sostenere un comparto considerato strategico per l’economia agricola e rurale di Martina Franca, richiamando l’attenzione di Regione e Governo nazionale sulla necessità di interventi mirati a tutela degli allevatori.

I punti della mozione (testo integrale)

Il Sindaco, la Giunta e l’Amministrazione comunale tutta a:

a. Istituire un tavolo di confronto locale con le organizzazioni di categoria (Confagricoltura, Coldiretti, CIA, Confindustria, Confcommercio, Confartigianato, ecc.), le organizzazioni di produttori, i rappresentanti degli allevatori per monitorare costantemente il prezzo del latte alla stalla, coinvolgendo anche altri Comuni pugliesi a spiccata vocazione zootecnica;

b. Interessare la Commissione di valutazione delle De.Co. (Denominazioni Comunali) ad inserire nel redigendo elenco la figura dell’allevatore di Martina Franca, in tal modo valorizzando il legame tra territorio, prodotti locali (carni, formaggi, salumi), saperi locali e le pratiche tradizionali del produttore;

c. Promuovere iniziative di valorizzazione del latte locale, attraverso campagne di informazione e sensibilizzazione del consumatore (es. “Io bevo latte del territorio”);

d. Favorire la filiera corta nelle mense scolastiche e comunali, privilegiando l’acquisto di prodotti lattiero-caseari derivanti da allevamenti del territorio, nel rispetto delle normative europee e nazionali;

e. Favorire campagne di promozione attraverso la valorizzazione dei prodotti lattiero-caseari, con enfasi sui formaggi DOP e IGP e il loro valore nutrizionale, sia internamente che all’estero;

f. Sollecitare il Governo e le Regioni affinché vengano adottate misure urgenti per la copertura dei costi di produzione e la lotta alle pratiche sleali, garantendo che il prezzo finale non schiacci la parte agricola.

Il Governo e la Regione a:

a. Valutare l’attivazione di ulteriori bandi o contributi straordinari, nei limiti delle disponibilità di bilancio, a sostegno delle spese per l’efficientamento energetico delle stalle e la gestione dei costi alimentari;

b. Favorire la sospensione dei prestiti agrari delle aziende agricole ad indirizzo zootecnico, a fronte della drastica riduzione del fatturato e della mancata copertura dei costi;

c. Mettere in campo azioni di contrasto alla contraffazione dei formaggi italiani e protezione delle denominazioni d’origine e azioni finalizzate alla trasparenza dell’etichettatura attraverso la promozione dell’utilizzo di latte italiano nel latte fresco e campagne informative sull’origine dei prodotti;

d. Far rispettare l’accordo nazionale per il primo trimestre 2026 favorendone il dialogo, che per il Sud, e per la Puglia in particolare, prevedeva un adeguamento di +3 centesimi al litro di latte, a compensazione dei maggiori costi e delle difficoltà strutturali che affrontano ogni giorno i nostri allevatori, parte dell’intesa che è stata trascurata del tutto dalle imprese di trasformazione, inviando lettere ai produttori, modificando unilateralmente i contratti e oltretutto con effetto retroattivo.

Luciana Convertini

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