
MARTINA FRANCA – Una targa per ricordare il coraggio di Chloe Fumarola, il piccolo barboncino che, abbaiando durante un incendio domestico, riuscì a mettere in salvo la propria famiglia, perdendo però la vita tra le fiamme. Il riconoscimento è stato consegnato sabato 17 ottobre, in Piazza XX Settembre, durante la sfilata a sei zampe, nell’ambito di una manifestazione dedicata al valore degli animali e al legame che li unisce alle persone.
Un gesto simbolico, accompagnato da un messaggio di sensibilizzazione sul rispetto e sulla tutela degli animali, che offre però anche l’occasione per richiamare l’attenzione su una realtà presente nella stessa città: quella dei cani randagi che vivono all’interno del Parco Ortolini.

Nell’area verde, frequentata da famiglie, bambini, sportivi e proprietari di animali domestici, si registra infatti la presenza di alcuni cani di taglia medio-grande che si muovono liberamente, talvolta anche in gruppo.
Animali che probabilmente hanno trovato nel parco un ambiente in cui vivere e che, proprio per questo, avrebbero bisogno di maggiore attenzione, di un’adeguata presa in carico e, dove possibile, di percorsi di adozione.
La loro presenza, tuttavia, rappresenta anche un motivo di disagio per alcuni frequentatori. Secondo quanto riferito da alcuni cittadini che si sono rivolti alla nostra redazione, c’è chi ha rinunciato a frequentare il Parco Ortolini proprio per il timore di incontrare più cani insieme. Non necessariamente perché si siano verificati comportamenti aggressivi, ma perché trovarsi davanti tre o quattro animali liberi, soprattutto di taglia medio-grande, può generare comprensibile preoccupazione. Una preoccupazione che riguarda in particolare anche i genitori, considerato che all’interno del parco è presente un’area giochi destinata ai bambini.
Una situazione che riguarda anche chi vorrebbe passeggiare con il proprio cane. All’interno del parco è presente un’area appositamente attrezzata per gli animali domestici, ma il timore di possibili incontri con i randagi può scoraggiare alcuni proprietari dal raggiungerla.
Naturalmente, chi frequenta abitualmente il parco e conosce questi animali può essere abituato alla loro presenza e non avvertire alcun disagio. Ma il Parco Ortolini è uno spazio pubblico, a disposizione dell’intera comunità, e dovrebbe poter essere frequentato serenamente anche da chi ha paura dei cani o semplicemente non è abituato alla loro vicinanza.
Il problema, dunque, non è contrapporre la tutela degli animali alla sicurezza delle persone, ma trovare una soluzione che garantisca entrambe. Sembrerebbe che i cani presenti nel parco siano seguiti da un’associazione che provvede a portare loro del cibo. Qualche tempo fa erano state predisposte anche alcune cucce di fortuna per offrire agli animali un riparo dal sole o dalla pioggia. Segni di attenzione nei loro confronti che, tuttavia, non risolvono la questione della loro presenza stabile in un’area pubblica. Sarebbe quindi opportuno chiarire quale sia la loro effettiva situazione e valutare soluzioni che ne garantiscano il benessere, favorendo anche eventuali percorsi di adozione.
La consegna della targa al piccolo barboncino eroe rappresenta un’occasione per celebrare il rapporto tra uomini e animali. Un rapporto che merita di essere valorizzato anche attraverso interventi concreti a favore dei cani senza famiglia e di chi frequenta gli spazi pubblici.
Perché il rispetto degli animali e il diritto dei cittadini a vivere serenamente il proprio parco non dovrebbero essere esigenze contrapposte, ma obiettivi da perseguire insieme.



















